è una delle comunità Arbëreshe più numerose ed ha mantenuto pressoché
intatte le peculiarità linguistiche e religiose.
Sormonta un altipiano ricco di bellezze naturalistiche anche per
la presenza di un importante lago.
Si raggiunge agevolmente da Palermo, da dove dista appena 20 Km,
percorrendo la strada a scorrimento veloce Palermo - Sciacca.
Il paese è situato a 740 metri sul livello del mare e conta 6.400
abitanti.
Piana degli Albanesi venne fondata da un gruppo di profughi albanesi
che nel 1488 sottoscrissero con le autorità ecclesiali della Mensa
Arcivescovile di Monreale i Capitoli di Fondazione (30 agosto 1488).
Fino al 1819 le cariche pubbliche furono riservate ai soli
praticanti del rito bizantino - greco. Questa evenienza assieme alla successiva
fondazione dell’oratorio di S. Filippo Neri, del collegio di Maria e del
Seminario greco - albanese di Palermo, hanno favorito il mantenimento della sua
originale connotazione etnico - linguistica e religiosa.
Gli arbëreshë di Piana ebbero un ruolo attivo nei moti
risorgimentali, nel movimento politico-sindacale dei Fasci Siciliani
(1893-1894), sotto la guida di Nicola Barbato, e nel movimento per
l’occupazione delle terre incolte degli anni ‘50 del secolo scorso. Piana è
purtroppo anche nota per essere stata il luogo della strage di Portella della
Ginestra (1 maggio 1947). Alcuni fra i pianioti più illustri furono: Luca
Matranga, p. Giorgio Guzzetta, Demetrio Camarda, Giuseppe Schirò, Nicola
Barbato.
Di rilevante valore artistico la presenza di molti affreschi di
Pietro Novelli.
Le attività prevalenti sono rivolte verso
l’agricoltura, la pastorizia, l’artigianato artistico ed il turismo. I prodotti
tipici sono: pane, ricotta, formaggi, olio, carni e non da ultimi i rinomati cannoli.